Trombosi venosa profonda: cos'è e come prevenirla

14 Giugno 2018
Trombosi venosa profonda: cos'è e come prevenirla

Cos'è la Trombosi Venosa profonda (TVP)?

La trombosi venosa profonda - abbrevviata spesso con TVP - è una patologia che colpisce le vene profonde, in particolare quelle collocate negli arti inferiori e nel bacino; prende il nome dal “trombo”, una massa solida che verrebbe a formarsi in seguito a coagulazione del sangue all'interno del sistema venoso. Il trombo va a ostruire il passaggio di liquidi nella vena: se l'occlusione è solamente parziale il trombo è definito parietale; altrimenti, se provoca l'ostruzione completa del canale venoso, è detto appunto ostruttivo.

Il numero di persone che ogni anno in Italia vengono affette dalla TVP è ancora alto: si contano 800.000 casi all'anno; se il tasso d'incidenza della malattia non accenna a diminuire, le ragioni non vanno ricercate nell'assenza di un'apposita profilassi o di misure di prevenzione, ma in alcuni fattori legati agli stili di vita, all'impiego di alcuni farmaci e in ultima analisi all'allungamento della vita media.

Quali sono i sintomi?

La trombosi venosa profonda è per molte persone del tutto asintomatica, ma per una buona metà dei casi presenta sintomi situati nella zona del corpo colpita dal trombo.

Sintomi di TVP agli arti inferiori:

  • dolore acuto al polpaccio, con possibile estensione al piede e alla caviglia
  • indurimento del muscolo detto segno di Bauer
  • cute cianotica (di colore bluastro) e aumento della temperatura corporea
  • vene turgide, soprattutto in posizione distesa (segno di Pratt)
  • dolore quando si batte il dito sulla tibia (segno di Liscker)
  • dolore a polpaccio e caviglia quando si tossisce o starnutisce (segno di Louvel)


Sintomi di TVP nella regione del bacino:

  • dolore intenso alla coscia
  • gonfiore e pesantezza all'arto inferiore
  • febbre
  • aumento della frequenza cardiaca
     

Cause, fattori di rischio della TVP e prevenzione

  • Età: la TVP colpisce in particolare gli anziani o comunque le persone sopra i 40 anni, a causa della fisiologica dilatazione delle vene superficiali e dell'indebolimento della pompa muscolare.
  • Ereditarietà: oggi la ricerca scientifica ha individuato molti fattori di rischio familiari per la TVP e l'embolia polmonare, denominati nel loro insieme “condizioni trombofiliche” come il deficit di di proteina C o di proteina S, la carenza di antitrombina III, etc...
  • Gruppo sanguigno: alcune ricerche sembrano confermare che la trombosi venosa profonda colpisce in percentuale maggiore persone appartenenti al gruppo sanguigno A.
  • Sesso: tra gli affetti da TVP, le donne si contano in numero superiore agli uomini, per diversi fattori di rischio legati alla gravidanza, all'uso di contraccettivi orali, al sovrappeso, più comune nel genere femminile e all'età media di vita superiore.
  • Sovrappeso: i soggetti che presentano obesità praticano attività fisica con frequenza molto inferiore  rispetto a persone normopeso e, in caso di interventi chirurgici, l'eccesso di peso rende più ardua la riabilitazione motoria.
  • Contraccezione: l'uso dei contraccettivi orali è un fattore di rischio per la trombosi venosa profonda, in modo particolare in soggetti già predisposti.
  • Alimentazione: gli studi nutrizionali confermano che le alte concentrazioni di trigliceridi (lipidi contenuti soprattutto in oli vegetali e grassi animali) favoriscono la TVP.
  • Allettamento: l'immobilità e la stasi prolungata aumentano considerevolmente la possibiltà di essere colpiti da trombosi venosa profonda, in quanto sono responsabili del rallentamento del ritorno venoso e dunque di una cattiva circolazione sanguigna.

In alcune situazioni di rischio, possono essere utilizzati dei dispositivi che aiutano nella prevenzione della TVP: GekoTM, distribuito da Seda, è un elettrostimolatore neuromuscolare validato per aumentare circolazione sanguigna, flusso sanguigno arterioso, venoso e microcircolo.

Diagnosi: quali strumenti?

Visto che circa la metà dei casi di TVP  è del tutto asintomatica, diagnosticare questa malattia presenta notevoli difficoltà. Spesso ci si rende conto del loro sviluppo solo quando la malattia si è evoluta in altre problematiche, come l'embolia polmonare e la sindrome post-flebitica. Gli strumenti recenti permettono di vedere il trombo creatosi all'interno della vena, procedura con la quale si conferma la diagnosi. Le tecniche utilizzate per questo protocollo medico sono l'ultrasonografia e l'angiografia, che permette l'acquisizione di immagini dell'endema. Alcuni esami di laboratorio poi, possono dare indicazioni per la diagnosi della TVP. Tra questi vi sono: emocromo (piastrine), tempo di Protrombina, INR, fibrinogeno, D-Dimero.

Quale terapia per la trombosi venosa profonda?

L'obiettivo delle terapie per la TVP è di rendere di nuovo ottimale la circolazione del sangue e di debellare eventuali trombi prima che raggiungano dimensioni pericolose per il passaggio di sangue nelle vene. Oggi esistono due tipologie di terapia:

  • farmacologica, tramite assunzione di farmaci anticoagulanti in grado di contrastare l'avanzata della patologia;
  • bendaggio elastoadesivo con tecniche che realizzino la contenzione elastica, la quale sarà utile per evitare la sindrome post-flebitica e l'insufficienza venosa cronica.


Fonte:
https://www.paginemediche.it/medicina-e-prevenzione/disturbi-e-malattie/trombosi-venosa-profonda-cause-sintomi-e-terapie

Per maggiori informazioni su Geko:
http://www.seda-spa.it/geko_111.shtml




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