Arresto cardiaco improvviso: l'intervento rapido con defibrillatore può salvare la vita

27 Luglio 2018
Arresto cardiaco improvviso: l'intervento rapido con defibrillatore può salvare la vita

In Italia si stima che l’incidenza dell’arresto cardiaco sia pari a 1 per 1000 abitanti, ogni anno: questo significa che ogni anno, nel nostro Paese, circa 60.000 persone perdono la vita a causa di questo problema.

Nella maggior parte dei casi, l’arresto cardiaco improvviso è causato da aritmie cardiache maggiori, come la fibrillazione ventricolare.
In caso di fibrillazione ventricolare, il cuore non è in grado di battere regolarmente, perché gli impulsi elettrici che ne regolano la normale contrazione diventano caotici e irregolari: come risultato, viene a mancare un adeguato apporto di sangue al cervello e agli altri organi. In assenza di un immediato intervento, questa condizione può portare al decesso nell'arco di pochi minuti.

La defibrillazione, ovvero l’erogazione di uno shock elettrico al paziente, è l’unica terapia in grado di interrompere un’aritmia ventricolare, ma per massimizzare le probabilità di salvare la persona, è necessario che venga eseguita nei primissimi minuti dall’insorgenza dell’evento: per ogni minuto che passa, infatti, le possibilità di sopravvivenza diminuiscono del 10%!

Purtroppo, anche nei migliori contesti è difficile che un’autoambulanza possa intervenire entro 4-5 minuti dall’arresto cardiaco (possibilità di sopravvivenza ridotte del 50%), ed è quindi fondamentale che a prestare i primi soccorsi siano le persone già presenti sul posto e che assistono all’insorgenza dell’evento.

Ognuno di noi può fare la sua parte: per questo è importante conoscere le manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico (chiamato anche DAE). Questo strumento è infatti estremamente facile e sicuro da usare e può consentire a chiunque di salvare una vita.

In questo senso assumono particolare importanza i progetti di accesso pubblico alla defibrillazione (PAD), volti alla diffusione capillare sul territorio di defibrillatori DAE e, contestualmente, a formare quante più persone al loro utilizzo.

La speranza, supportata dai dati statistici, è che seguendo questa strada, e sensibilizzando i cittadini al tema dell’arresto cardiaco, le percentuali di sopravvivenza crescano sempre di più.


Fonte:
Interna
http://www.sportellocuore.it/curare/anginainfarto/i_risultati_di_un_soccorso_rapido-2179700/news/2018-03-20/
https://it.businessinsider.com/arresto-cardiaco-60-000-morti-in-italia-ma-i-defibrillatori-non-sono-obbligatori-in-scuole-e-uffici/

Per maggiori informazioni sul Defibrillatore Esterno Semiautomatico (AED):
http://www.seda-spa.it/aed_96.shtml

 




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