Intervento alla tiroide e prevenzione delle possibili conseguenze

23 Novembre 2017
Intervento alla tiroide e prevenzione delle possibili conseguenze

Le nuove tecniche di monitoraggio intraoperatorio

Recentemente sono state introdotte tecniche di monitoraggio intraoperatorio che, durante gli interventi di tiroidectomia parziale o totale, permettono di valutare costantemente la funzionalità del nervo ricorrente, che controlla la motilità delle corde vocali. Si previene così il rischio di incorrere in possibili complicanze fonatorie e/o respiratorie che comporterebbero notevole disagio psicologico e fisico per il paziente.

Operazione di chirurgia alla tiroide: quando è necessario farla?

La tiroide è una ghiandola endocrina che regola il metabolismo energetico e si trova alla base del collo.
Oltre ad agire sul metabolismo energetico tramite la distribuzione nel sangue degli ormoni T3 e T4, produce anche la calcitonina, ossia un ormone che partecipa al metabolismo del calcio.
Benchè la tiroide sia fondamentale per l'equilibrio psicofisico degli esseri umani, vi sono tre patologie sulle quali è necessario intervenire rimuovendola chirurgicamente:

  • tumori (benigni o maligni);
  • struma (gozzo) in accrescimento o che comprime gli organi vicini causando disturbi come senso di soffocamento alla base del collo o difficoltà respiratorie;
  • ipertiroidismo, ossia un'eccessiva produzione di ormoni tiroidei che non può essere curata attraverso terapie farmacologiche.

In che cosa consiste l’intervento alla tiroide?

Gli interventi sulla tiroide (tiroidectomie) vengono effettuati in anestesia generale e consistono nell’asportazione completa (tiroidectomia totale) o parziale (emitiroidectomia, lobectomia) della tiroide. L'intervento è seguito da un ricovero di uno o due giorni, anche se già dal giorno successivo all’operazione non è necessaria alcuna terapia e il dolore postoperatorio è solitamente moderato e perciò ben tollerato dai pazienti.
Circa una settimana dopo la dimissione viene applicata una medicazione ambulatoriale. L'area in cui è stato effettuato l'intervento, ossia la regione anteriore del collo, rimane leggermente gonfia per qualche settimana, per poi ritornare normale senza bisogno di alcuna cura.
Dopo l’intervento di tiroidectomia totale è necessario assumere ormoni tiroidei per tutta la vita, mentre per gli interventi di tiroidectomia parziale si valuta un'eventuale terapia ormonale a seconda dei casi.

È possibile che vi siano altre conseguenze in seguito all'operazione?

La tiroide è affiancata da altre quattro piccole ghiandole denominate paratiroidi, le quali possono subire ripercussioni in seguito a una tiroidectomia. Infatti, esse ricevono il sangue dagli stessi vasi che nutrono la tiroide e si occupano di regolare i livelli di calcio nel sangue, perciò gli interventi di asportazione possono causare un’ipocalcemia da alterato funzionamento delle paratiroidi.
Un'ulteriore conseguenza dell'operazione è un'eventuale disfonia, poiché i nervi laringei che regolano il funzionamento delle corde vocali si trovano a stretto contatto con la tiroide e potrebbero essere sensibili ai traumi e alle infiammazioni che naturalmente seguono l'intervento.
Fortunatamente, solo il 3-5% dei pazienti riferisce un calo del tono di voce in seguito a una tiroidectomia parziale o totale e buona parte di loro guarisce nel corso di alcune settimane, mentre sono in pochissimi a dover seguire una riabilitazione per il recupero delle capacità comunicative.

Fonte:
http://www.humanitasalute.it/chirurgia-e-anestesia/4397-luca-cozzaglio-tiroide-quando-la-soluzione-e-chirurgica/

Per maggiori informazioni sul Neuromonitoraggio Intraoperatorio:
http://www.seda-spa.it/neuromonitoraggio-intraoperatorio-avalanche%EF%BF%BD-si_54.shtml




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