Seda e il monitoraggio emodinamico - Un'evoluzione continua

19 Dicembre 2017
Seda e il monitoraggio emodinamico - Un'evoluzione continua

Sin dalla fondazione dell’azienda, la storia di Seda è sempre stata strettamente legata al monitoraggio emodinamico, a partire dagli anni '70 fino ad oggi.

Ma che cos’è il monitoraggio emodinamico?

La definizione di questa pratica clinica è piuttosto complessa, ma chiunque si misuri la pressione arteriosa, comincia di fatto ad occuparsi di questo aspetto della salute. La pressione è il risultato dello sforzo che fa il cuore per spingere il sangue in circolazione, ed il monitoraggio emodinamico ha proprio lo scopo di analizzare nel dettaglio i parametri della circolazione. Quanti litri al minuto vengono spostati dal cuore? Quale resistenza incontra? Quali sono le pressioni arteriose e venose? Quant’è il riempimento cardiaco? Il monitoraggio emodinamico risponde a tutte queste domande e, soprattutto, traccia questi parametri istante per istante.

Il primo sistema di monitoraggio emodinamico è il catetere di Swan-Ganz. Si tratta di un sistema molto invasivo, inventato negli anni '70, che prevede l’inserimento di un catetere multilume in una vena centrale e che attraversa le camere cardiache destre. Con una tecnica di termodiluizione e di calcolo computerizzato (negli anni '70 non era così facilmente disponibile come oggi), è stato il primo a fornire un quadro emodinamico dettagliato ed affidabile. Questo tipo di monitoraggio, proprio per il grado di invasività, è ad oggi limitato a pazienti critici e/o cardiochirurgici.

Dopo anni di formazione e distribuzione del catetere di Swan Ganz, Seda negli anni '90 ha introdotto una nuova tecnologia per il monitoraggio emodinamico: il sistema COLD, prodotto da Pulsion. Con esso non solo si misurano i parametri emodinamici, ma si aggiungono per la prima volta i parametri volumetrici cardiaci e polmonari. Il sistema richiede ancora l’inserimento di un catetere nel paziente, ma il livello di invasività è molto più basso rispetto allo Swan-Ganz.

La piattaforma complessa del COLD è stata in seguito semplificata e resa più facilmente utilizzabile negli anni grazie alla tecnologia PiCCO®, introdotta da Seda nel 1998 e che rappresenta oggi il Gold Standard per il monitoraggio emodinamico e volumetrico in Rianimazione. Essa è a tutt’oggi impiegata nel sistema PulsioFlex, una piattaforma che permette di scegliere il livello di monitoraggio per ciascun paziente, a seconda che si trovi in sala operatoria, in terapia intensiva o in rianimazione.

L’ultima rivoluzione nell’ambito del monitoraggio emodinamico è la possibilità di rilevare i parametri emodinamici in modo completamente non invasivo. Negli anni 2000, principalmente in ambito cardiologico e di studio della sincope, Seda ha distribuito i sistemi derivati dal Finapres® che, grazie a delle cuffie posizionate sul dito del paziente, permettevano di ottenere un quadro emodinamico e pressorio completo, senza alcun catetere e senza alcun fastidio per il paziente.

Oggi questo tipo di monitoraggio completamente non invasivo, viene applicato in due settori ben identificati: lo studio della sincope ed il monitoraggio del paziente in sala operatoria. Il sistema Task Force® Monitor, è fondamentale per l’esecuzione di un Tilt Test grazie alla completezza dei parametri acquisiti. L’affidabilità della rilevazione e la sua facilità d’uso, rendono invece il monitor CNAP® la soluzione perfetta per le sale operatorie, i pronti soccorsi e nei casi di pronto intervento in caso di shock del paziente.

Con molta attenzione all’evoluzione delle nuove tecnologie, Seda ha l’obiettivo di seguire nel futuro il monitoraggio emodinamico, con sistemi che saranno ancora più facili da utilizzare, meno invasivi ma sempre affidabili.
 

Fonte:
interna

Per maggiori informazioni sul monitoraggio emodinamico:
http://www.seda-spa.it/monitoraggio-emodinamico-1028.htm




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