Mezzo di contrasto iodato: possibili effetti collaterali, smaltimento e alternative

30 Gennaio 2019
Mezzo di contrasto iodato: possibili effetti collaterali, smaltimento e alternative

L’angiografia (cioè lo studio dei vasi ammalati) e l’angioplastica (cioè la loro riapertura) vengono eseguite iniettando nel circolo sanguigno un mezzo di contrasto, cioè un liquido che contiene un elemento opaco ai raggi X, che disegna la struttura dei vasi e guida l’operatore nella loro disostruzione. Oggi il mezzo radio opaco solitamente utilizzato è lo Iodio. Il problema sulla scelta di questo mezzo di contrasto sta nel fatto che il contrasto iodato è tossico per i reni, soprattutto per quelli già parzialmente compromessi. La prevenzione della cosiddetta nefropatia da mezzo di contrasto costringe dunque a limitarne la somministrazione al minimo indispensabile. Lo iodio presenta inoltre problemi con pazienti affetti da ipertiroidismo e può essere un allergenico.

Per cercare di superare questi problemi esiste un’altra tecnica: invece di iniettare il liquido contenente iodio si inietta un gas, l’Anidride Carbonica (CO2). La CO2 iniettata forma, nell’albero circolatorio, una vera e propria bolla, che si espande in tutte le ramificazioni e spinge fuori il sangue. In questo modo è il sangue che genera l’immagine, perché una volta spostato dalla CO2 se ne visualizza, usando raffinate tecniche di analisi digitale dell’immagine come DSA (Angiografia a Sottrazione Digitale) ed inversione dei grigi, l’ombra. In altre parole mentre lo iodio mostra sé stesso al posto del sangue (mezzo di contrasto opaco), la CO2 mostra il sangue che c’era al posto che essa ha invaso durante l’iniezione (mezzo di contrasto trasparente).

Per il suo smaltimento, il mezzo di contrasto iodato si affida ai reni, sovraccaricandoli di lavoro e viene eliminato attraverso le urine. La CO2, al contrario, essendo più solubile, si affida ai polmoni venendo eliminata attraverso il normale ciclo respiratorio. Infatti, quando vi giunge trascinata dal flusso del sangue, si dissolve nell’aria degli alveoli e viene espirata dal paziente. Nel giro di due minuti la CO2 iniettata nelle arterie si ritrova nell’aria della sala di emodinamica. In tutto questo meccanismo i reni restano fuori da qualsiasi tipo di lavoro extra. La procedura può andare avanti per tutto il tempo necessario senza alcun problema di dosaggio o sovraccarico totale.

Data la sua natura gassosa, inoltre, la CO2 risulta meno densa dei tradizionali mezzi di contrasto permettendo all’operatore di scegliere mezzi di iniezione più ridotti (3-4 F) e permettendo una ricerca più efficace di potenziali zone di perdita.

La proposta Seda per eseguire angiografie con la CO2 come mezzo di contrasto è il sistema CO2 Angioset.
Il sistema CO2 Angioset è un kit che permette di utilizzare la anidride carbonica come mezzo di contrasto per le procedure angiografiche. Il kit è composto da:

  • Iniettore Meccanico
    Valvola portatile pluriuso da collegare alle fonti certificate standard di CO2 presenti in Ospedale:
    • Valvola doppio stadio (Pout 1,3 Bar ± 0,1 bar) per bombola di CO2 medicale
    • Valvola a stadio singolo (Pout 1,3 Bar ± 0,1 bar) per attacco CO2 a parete
  • Kit sterile Monouso per la gestione della CO2
    CO2 Angioset (Codice 2100-0000) dispositivo medico sterile di classe IIa studiato per utilizzare fonti farmaceuticamente pure di CO2 presenti in Ospedale

Il sistema non presenta nessuna parte elettrica ed effettua l’iniezione semiautomatica della CO2 attraverso gradiente fisso di pressione. L’iniezione di CO2 non avviene in modo manuale e per questo viene garantita la riproducibilità degli esami non essendo questi dipendenti dall’operatore. Il sistema CO2 Angioset permette di utilizzare le normali fonti certificate di CO2 presenti in ospedale siano queste bombole (sistema compatibile con qualsiasi tipo di raccordo e di capacità del contenitore in pressione) oppure attacchi a muro (rendendo in questo modo potenzialmente illimitata la capacità della fonte di CO2).

Il sistema CO2 Angioset presenta diversi sistemi di sicurezza per evitare il sovradosaggio della CO2:

  • Valvola pluriuso a doppio o a singolo stadio che abbatte la pressione di esercizio a 1,3 Bar ± 0,1 bar (il dispositivo è sempre collegato ad una fonte di CO2 a bassa pressione)
  • Stopper del cilindro di espansione a rottura prestabilita che in caso di malfunzionamento della valvola non permette l’utilizzo del CO2 Angioset sul paziente
  • Volume massimo iniettabile 100 ml per singola visualizzazione

Il sistema CO2 Angioset presenta inoltre una ulteriore sicurezza sull’utilizzo della CO2 farmaceuticamente pura avendo un filtro sterile che garantisce la filtrazione a monte di qualsiasi pericolo di contaminazione da agenti estranei.

I campi di applicazione per la scelta del biossido di carbonio come mezzo di contrasto sono:

  • Arterie pelviche
  • Arterie viscerali
  • Arterie degli arti inferiori e superiori (avambraccio e mano)
  • Aorta infrarenale
  • Arterie renali
  • Shunt da emodialisi
  • Visualizzazione del sistema venoso (max. 40 ml per ogni iniezione)
  • Visualizzazione della vena porta inferiore nelle TIPS

La scelta del biossido di carbonio come mezzo di contrasto è indicata per:

  • Angiografie diagnostiche / operative
  • Intolleranza ai mezzi di contrasto iodati
  • Aneurismi aortici
  • Insufficienza renale acuta / cronica
  • Reni trapiantati
  • Ipertiroidismo latente / manifesto
  • Paraproteinemia
  • Visualizzazione di shunt patologici
  • Shunt AV da dialisi
  • Ricerca di fonti emorragiche
  • Shunt portosistemico transgiugulare intraepatico (TIPS)
  • Riduzione delle controindicazioni dovute all’uso di mezzi di contrasto iodati (ad esempio nel caso di insufficienza cardiaca e di interventi chirurgici complessi).


Fonte:
interna

Per maggiori informazioni su CO2-Angioset:
http://www.seda-spa.it/co2-angioset_46.shtml




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