Cosa prova un paziente ricoverato in Terapia Intensiva?

28 Luglio 2022
Cosa prova un paziente ricoverato in Terapia Intensiva?

 “Essere intrappolati in un mondo silenzioso mi faceva sentire frustrato e incompleto…”

    “I giorni passavano in movimento lento mentre il resto del mondo correva…”

    “E’ importante creare e conservare le connessioni con il mondo”.

    “…siccome non potevo comunicare qualche volta non m’interessava più…”

Questi alcuni estratti di interviste effettuate a pazienti che sono stati in terapia intensiva.

Mai come in questo periodo di pandemia globale, un ruolo così importante nel Sistema Sanitario italiano e mondiale è stato ricoperto dalle unità di Terapia Intensiva che, per tutto questo tempo, sono state messe pesantemente sotto pressione a causa del Covid-19 e lo saranno ancora fino alla fine della pandemia.

Il paziente ricoverato in Terapia Intensiva, è intubato, quindi impossibilitato a poter comunicare verbalmente, ma può essere cosciente se non viene sedato e quindi pienamente consapevole di quello che sta subendo seppur impossibilitato a parlare.

Le cause di un forte stress

Dato che questo trattamento è molto invasivo e rende i pazienti incapaci di esprimersi verbalmente, può causare un forte stress psicologico, frustrazione e panico nel paziente e questi sono tutti fattori che possono sfociare in un possibile disturbo post traumatico da stress durante la riabilitazione.

Dico Technologies che ha progettato e realizzazo DICo® 1000 dichiara “Ci siamo focalizzati sull’importanza della comunicazione tra il paziente e il personale medico e, se possibile, con i familiari e per questo abbiamo progettato, sviluppato e realizzato DICo® 1000, un dispositivo per la comunicazione aumentativa e alternativa (CAA)".

Qualsiasi metodologia o tecnologia di comunicazione venga utilizzata deve avere la finalità di realizzare una cosiddetta AAC (augmented augmentative and alternative communication).

Cosa è CAA

Questa espressione descrive l’insieme di strumenti, tecnologie e approcci che vengono utilizzati per tentare di risolvere i problemi di comunicazione dei pazienti, ad esempio tramite la visualizzazione di icone e immagini che rappresentano alcune necessità o bisogni del paziente.

“Il primo prototipo di DICo® 1000 è nato grazie al lavoro di Tesi dello studente laureando in Ingegneria Biomedica del Politecnico di Milano Riccardo Monti dal titolo “Dispositivo di comunicazione per pazienti in terapia intensiva: uno studio di fattibilità” avente per correlatore il Prof. Giacomo Bellani dell’università Milano Bicocca.

 

Per maggiori info:

https://www.seda-spa.it/comunicazione-aumentativa-e-alternativa-aac--1225.htm

 

 

 



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