Quali sono i simboli nella Comunicazione Aumentativa Alternativa

20 Gennaio 2023
Quali sono i simboli nella Comunicazione Aumentativa Alternativa

Una efficace comunicazione fra i sanitari e i pazienti, obiettivo base per un loro coinvolgimento nel processo di cura (Blackstone e Pressman, 2016), è riconosciuta come un diritto del paziente nei sistemi sanitari a livello internazionale.

L’impossibilità del paziente intubato in Terapia Intensiva di comunicare verbalmente i propri bisogni e sentimenti ai curanti ed ai familiari, è sempre più una necessità dell’individuo che abbiamo imparato a conoscere ogni giorno, anche durante il periodo pandemico.

La Comunicazione Aumentativa rappresenta un’area della pratica clinica, che cerca di compensare la disabilità temporanea o permanente di individui con bisogni comunicativi complessi attraverso l’uso di componenti comunicativi speciali e standard ASHA 1989-ISAAC2002.

‌Nel mondo della Comunicazione Alternativa Aumentativa ci sono una moltitudine di strumenti che possono essere applicati, proprio perché ogni individuo è diverso dall’altro e necessita di modalità di apprendimento ed espressione individuali e di un linguaggio squisitamente simbolico.

Ogni individuo è diverso dall’altro e necessita di modalità di apprendimento ed espressione individuali e di un linguaggio squisitamente simbolico.

Simoboli nella Comunicazione Aumentativa Alternativa, quali sono i più utilizzati

Tali simboli vengono raggruppati in raccolte caratterizzate da disegni, colori e simbologie grafiche differenti, tra le più utilizzate ci sono le seguenti.

 

Core Picture Vocabolary

Si tratta di una collezione di disegni realistici che rappresentano scene di vita quotidiana. Il Core è costituito da tanti tasselli non autoadesivi che si possono fotocopiare in dimensioni differenti in base alle specifiche esigenze dell’utilizzatore.

PIC: Pictogram Ideogram Communication

I PIC sono una tecnica di CAA specifica per giovani ipovedenti, per questo vengono realizzati su uno sfondo nero con disegni marcatamente bianchi, consentono un approccio graduale per creare una comunicazione semplificata e molto individualizzata.


ARASAAC: Centro Aragonese di Comunicazione Aumentativa e Alternativa

Questo innovativo sistema è stato elaborato da un istituto spagnolo ed è specifico per chi soffre di particolari patologie come paralisi celebrali, disturbi dello spettro autistico, disabilità cognitive, sclerosi multipla e altre forme di disabilità. L’ARASAAC contiene una serie di simboli, sia gestuali che grafici come gesti, mimiche e segni manuali; ma anche immagini, pittogrammi, disegni, lettere e parole che si adattano alle più disparate competenze linguistiche, motorie e cognitive.


PCS: Picture Communication Symbols

Con circa 4000 simboli disponibili, PCS è uno dei set più utilizzati perché è pieno di contenuti di semplice apprendimento. Grande aiuto arriva dal doppio significato che hanno alcuni simboli, perché sono riprodotti sia da sagome stilizzate che da disegni minuziosi.

Le schede di PCS presentano finalità comunicative ad ampio raggio e non solo per persone con problemi di disabilità e nel tempo hanno trovato un impiego sempre più vasto: la consistenza trasparente e la rapida individuazione, li ha resi adatti anche a tale utilizzo.

 

WLS: Widgit Literacy Symbols

Conosciuti in passato come “Rebus”, i Widgit Literacy Symbols sono una collezione progettata in Gran Bretagna per elaborare testi di diverse dimensioni.

Non presentano la stessa trasparenza dei PCS ma garantiscono abbondanza di rappresentazioni grazie alla presenza di preposizioni, articoli, verbi, numero e genere dei sostantivi.

Con il tempo, hanno trovato ampia diffusione tanto da essere tradotti in 17 lingue. Il motivo per il quale tale sistema di simboli grafici ottiene così tanti consensi risiede nella possibilità, per gli utenti, di sviluppare una vera e propria indipendenza nella scrittura e nella lettura.

Grazie al set di simboli che viene strutturato in modo schematico e alle regole di project che segue, infatti, l’utente è in grado di costruirsi un vocabolario indipendente.

Ogni simbolo può essere decodificato in modo personale, per evitare che chi lo utilizza debba imparare ogni disegno presente, dovendosi sforzare di memorizzare esclusivamente le regole utilizzate per crearlo.

 

Il metodo BLISS

Bliss è una collezione di simboli grafici in cui solo una parte del segmento contiene il disegno stilizzato: un metodo amato dalle insegnanti perché consente di sovrapporre alla figura intera il singolo simbolo che facilita la comprensione della relazione. Il linguaggio Bliss prende il nome dal suo ideatore, Charles K. Bliss, un ingegnere chimico ebreo-austriaco che nel 1941 giunse a Shangai come profugo scampato al campo di concentramento.

Durante la sua permanenza in Cina, egli fu molto colpito dagli ideogrammi impiegati per la scrittura e dalle difficoltà di comunicazione che incontrò, tanto che decise di creare un sistema di simboli che, come la scrittura ideografica, fosse comprensibile a tutti, indipendentemente dai dialetti locali.

I simboli Bliss, infatti, sono leggibili non per la fonetica ma per il loro significato insito. Essi sono contenuti in un vocabolario contenente 2000 simboli circa e disponibili sotto forma di francobolli adesivi (stamps) per poter essere incollati su tabelle di comunicazione cartacee o in formato digitale.

 

Arriviamo a noi…

Dico® 1000 è sistema innovativo che impiega lo stato dell’arte delle librerie simboliche di CAA in un sistema semplice. Dico® 1000 è dispositivo rivoluzionario, basato su nuove tecnologie, che risponde ad esigenze di semplicità, velocità di apprendimento ed adattabilità alle condizioni del paziente che non è in grado parlare.

 

Dico® 1000 è ideato e prodotto da Dico Technologies.



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