DICo« 1000 e l'Ospedale Fornaroli di Magenta, insieme per la grande sfida sulla CAA

28 Settembre 2022
DICo« 1000 e l'Ospedale Fornaroli di Magenta, insieme per la grande sfida sulla CAA

All’Ospedale Fornaroli di Magenta, a pochi mesi dall’introduzione nel reparto di terapia intensiva della tecnologia DICo® per la Comunicazione Alternativa e Aumentativa (CAA), si apprezzano i primissimi risultati di questa innovazione tecnologica del concetto di cura, come affermato dal direttore Dott. Capra e dal suo staff.

La grande sensibilità e attenzione degli operatori santari verso i bisogni dei pazienti ricoverati hanno promosso in questo ospedale l’idea fondamentale che sta alla base della tecnologia DICO: la riduzione di intensità del disagio del paziente ricoverato come obiettivo primario.  

Un recente studio clinico randomizzato mostra i benefici derivanti dall’utilizzo di dispositivi hight tech con finalità terapeutiche complementari in Terapia Intensiva
(*).

Questa è un’ulteriore conferma di come tali sistemi possano proficuamente integrare la routine clinica tradizionale anche in ambienti oggettivamente delicati come la Terapia Intensiva.

Quando un paziente infatti si trova in un letto della Rianimazione, ha bisogno non solo di terapie mediche per guarire, ma anche di parole, e di comunicare in modo efficace sensazioni, paure e bisogni a coloro che si prendono cura di lui, in questi delicati momenti.

I metodi attuali che vengono impiegati per tentare di far comunicare questi pazienti si basano su una rudimentale comunicazione tramite gesti, assenso o dissenso con il capo, tentativi di lettura del labiale oppure l’utilizzo delle tabelle evocative classiche per effettuare una Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), tramite cui il paziente può indicare un’icona per comunicare un bisogno.

Il valore aggiunto di DICo® 1000 in Terapia Intensiva è quello di impiegare un innovativo dispositivo di comunicazione, per migliorare il più possibile la condizione di questi pazienti.

 

DICo® 1000 è un dispositivo tecnologicamente innovativo, pensato proprio allo scopo di permettere la comunicazione dei pazienti temporaneamente impossibilitati a parlare, come quelli ricoverati nei reparti di terapia intensiva intubati o tracheotomizzati.

La grande sfida affrontata in realtà ospedaliere con quella dell’Ospedale Giuseppe Fornaroli di Magenta è di avere la sensibilità, laddove possibile, di migliorare la relazione umana e renderla più empatica anche attraverso una comunicazione efficace in quei pazienti che stanno affrontando un duro percorso terapico e umano.
 

Sono proprio queste le realtà dove, in terapia intensiva, si inizia a proporre un’evoluzione del concetto di cura. Si passa infatti “dalla cura al prendersi cura”, andando oltre, verso una relazione centrata sul paziente, lo staff e i familiari, una relazione che tenga in considerazione il percorso di recupero sociale del paziente stesso e la qualità di vita fuori e dentro l’ospedale.

(*) https://ccforum.biomedcentral.com/articles/10.1186/s13054-022-04136-4

 

Per maggiori informazioni:

https://www.seda-spa.it/dico-1000_176.shtml



 



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