L'ospedale di Magenta Ŕ il primo centro in Italia a utilizzare DICo« 1000 per la comunicazione dei pazienti in Terapia Intensiva

30 Giugno 2023
L'ospedale di Magenta Ŕ il primo centro in Italia a utilizzare DICo« 1000 per la comunicazione dei pazienti in Terapia Intensiva

L’ospedale di Magenta è il primo centro in Italia a utilizzare DICo® 1000
per la comunicazione dei pazienti in Terapia Intensiva



Come affrontare la comunicazione con i pazienti ricoverati in terapia intensiva?
Lo stato dell’arte.

DICo® 1000, la  prima soluzione italiana di Comunicazione Aumentativa e Alternativa in Terapia Intensiva certificata MDR e la cui tecnologia è coperta da brevetto, rappresenta un grande passo avanti nel campo nella comunicazione assistita e il Dott. Carlo Capra, Direttore Servizio di Anestesia e Rianimazione Ospedali Magenta e Abbiategrasso Direttore Dipartimento Emergenza e Urgenza ASST ha per primo raccolto l’opportunità utilizzando il dispositivo nel reparto di terapia intensiva.
  
“Mettere la Persona al primo posto”      
è stata la parola d’ordine alla Sessione Scientifica che si è tenuta al 34° Smart Meeting Anesthesia Resuscitation Intensive Care a Milano, ciò è possibile anche grazie alla tecnologia che permette alle persone impossibilitate a comunicare di esprimersi.

In occasione dell’evento, il Dottor Capra, ha ricordato come DIC 1000, dopo i primi mesi di introduzione graduale, sia ormai pianamente entrato nella routine clinica della Terapia Intensiva che lui stesso dirige.

Come lui stesso ha fatto presente, il segnale è inequivocabile: “i pazienti hanno cominciato a richiederlo spontaneamente ogni volta abbiano il desiderio di comunicare qualcosa che vada al di la del semplice cenno del capo per farsi capire”. Anche “il personale medico e infermieristico di Magenta ritiene il dispositivo parte integrante del processo di cura alla persona” e ne propongono l’uso abituale, abbattendo il tempo dedicato alla comunicazione con i pazienti ed evitando errori che possono favorire l’insorgere di eventi avversi che allungano i tempi di degenza.

Infatti, l’utilizzo della sedazione profonda in terapia intensiva è andato progressivamente a ridursi, a favore di modelli che prevedono pazienti sempre più “svegli” già dalle fasi più precoci del ricovero. Se, da un lato, queste strategie comportano numerosi vantaggi, la presenza del tubo endotracheale o della cannula tracheostomica impedisce al paziente di esprimersi “verbalmente”, spesso limitando pesantemente la possibilità di comunicare con i caregivers, siano essi familiari o sanitari, generando in entrambe le parti un senso di impotenza e frustrazione.

DICO® 1000 è stato progettato per facilitare la comunicazione nei pazienti intubati, permette loro di esprimersi attraverso immagini e simboli che vengono selezionati con semplici movimenti trasmessi da un sensore inerziale.


Il dispositivo garantisce rapidi tempi di apprendimento anche a quei pazienti che hanno limitata capacità di movimento, può essere programmato per adattarsi alle necessità dei pazienti, tiene conto della loro provenienza, traduce in 57 lingue, ha un’interfaccia intuitiva che può essere controllata tramite touchscreen, pulsanti o dispositivi di input specializzati, a seconda delle capacità motorie del paziente.

I Numeri di Dico® 1000
Dopo circa un anno, e cioè quando siamo partiti con la commercializzazione del prodotto, oggi sono 12 le Terapie Intensive in Italia  che l’hanno adottato e lo utilizzano quotidianamente per dare supporto a circa il 50% dei loro pazienti che, sottoposti a ventilazione meccanica ma non a sedazione, attraverso DICo® 1000 possono esprimere i loro bisogni comunicativi.

Una prima survey effettuata in uno di questi ospedali, ha registrato un livello di soddisfazione di pazienti e operatori sanitari che supera l’80%.


Il Futuro prossimo
Oltre a queste strutture, attualmente circa 20 tra le più importanti Terapie Intensive in Italia, stanno testando il dispositivo. L’introduzione nella pratica clinica per questo tipo di soluzione di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) è infatti quello che si può definire a tutti gli effetti un “game changer” al confronto delle altre soluzioni di CAA, essenzialmente low-tech, oggi presenti.
L’obiettivo è di perfezionare il dispositivo ampliando l’uso anche nella lungo degenza e nel domiciliare.

 

Per maggiori info:

https://www.seda-spa.it/comunicazione-aumentativa-e-alternativa-aac--1225.htm





 



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